
Fino ad una ventina di anni fa il trapianto avveniva soltanto tra fratelli Hla identici ossia tra quei soggetti che sono gemelli omozigoti quindi con antigeni Hla ( che si combinano casualmente tra i genitori ).
Oggi invece, si cerca il donatore anche al di fuori della cerchia familiare nei registri nazionali di possibili donatori; il trapianto di midollo osseo consiste nel sostituire un midollo malato o danneggiato irreversibilmente con uno sano che sia in grado di produrre tutte le cellule del sangue ( globuli rossi, bianchi e piastrine ) riuscendo così a ricostruire le normali funzioni ematologiche e immunologiche.
Il trapianto può essere di due tipi, autologo e allogenico: nel primo caso il midollo utilizzato è quello dello stesso paziente, il secondo invece è il trapianto effettuato con un altro donatore compatibile.
L’operazione consiste di due fasi: la prima prevede che il paziente venga sottoposto a chemioterapia per distruggere tutte le cellule midollari del paziente stesso, la seconda consiste nella trasfusione di midollo sano prelevato dal donatore.
Diventare donatore è molto semplice: basta avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, un peso corporeo superiore ai 50 kg ed essere sano.
Queste cellule possono anche essere prelevate dal sangue contenuto all’interno del cordone ombelicale di un neonato e conservate nella banca dei donatori per molti anni e quindi utilizzate anche dopo molto tempo dalla nascita.