Curare l’herpes con un farmaco per l’AIDS

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Sembra che poter combattere il virus dell’herpes (sia simplex labiale che genitale) basti utilizzare un farmaco che viene attualmente usato per la cura del virus dell’Hiv.
Il raltegravir che viene commercializzato con il nome di Isentress, sembra avere delle proprietà che aiutano a curare l’herpes.
Con questa scoperta quindi è possibile sviluppare una nuova sostanza che combatta l’intera famiglia dei virus che generano l’herpes.
In più l’impiego di questo farmaco non ha effetti collaterali,in più essendo già sul mercato, e quindi essendo già testato, e poi, conoscendo la proteina che è alla base del virus, è molto più facile combatterlo.

Farmaci biotecnologici

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Per la cura dei tumori si stanno facendo passi da gigante ed i medici stanno testando sui pazienti i farmaci biotecnologici per debellarli in modo definitivo.
Questo fa parte della cosidetta terapia mirata, che comporta terapie a bersaglio ( infatti da qui il nome target teraphy) o la personalizzazione nella cura delle neoplasie.
Come agiscono i biofarmaci? Combattendo i geni anomali delle cellule tumorali ed è stato riscontrato che vi è stato un incremento di guarigioni del 5% per quanto riguarda le neoplasie al seno, al colon, ai polmoni ed addirittura per quanto riguarda anche la cura della leucemia e l’artirte reumatoide.
Poichè i farmaci bioteconologici hanno un brevetto e quindi una scadenza, altre aziende farmaceutiche prendono in mano il farmaco e ne ne creano un simile chiamato farmaco biosimilare, che ha costi nettamente inferiori all’originale in quanto viene abbattutto il costo relativo alla ricerca.
Il problema però che sussiste in questi casi è la mancata o minore efficacia del farmaco poichè non è l’esatta copia dell’originale, ma soltanto simile.

Primo trapianto di cellule staminali nel cervello per curare l’ictus

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Qualche giorno fa un team di medici britannici ha trapiantato alcune cellule staminali nel cervello di un uomo, in un intervento molto all’avanguardia in Scozia, con lo scopo di testare la sicurezza di una terapia per pazienti con disabilità dopo un ictus.
Qulache tempo fa sono state prodotte dalle cellule staminali della pelle, cellule del sangue proprio con lo scopo di non dover fare trasfusioni con sangue di diverso DNA del paziente , che in caso di trapianto non provocherebbe rigetto.
Questo intervento è stato effettuato per la prima volta al mondo proprio con lo scopo di curare i pazienti colpiti da ictus con le cellule staminali nervose.

Cellule del sangue prodotte dalla pelle

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Ieri è stata resa nota una scoperta che apre nuovi orizzonti in campo medico, è stato prodotto del sangue umano dalle cellule staminali della pelle.
Questo è stato realizzato da un equipe di ricercatori canadesi della McMaster University dell’Ontario, i quali hanno dichiarato tramite il capo della della ricerca: “Abbiamo dimostrato che è possibile produrre sangue dalla pelle senza passaggi intermedi – ha spiegato il coordinatore dello studio, Mick Bhatia – ora dobbiamo solo migliorare il processo e siamo al lavoro per produrre altri tipi di cellule umane dalle cellule della pelle“.
Questa scoperta, che è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, potrebbe significare che in un prossimo futuro ai pazienti bisognosi di sangue, durante un intervento chirurgico, potrebbe essere trasfuso il sangue ricavato dalle cellule col loro sesso DNA.

Veleno di scorpione negli interventi di bypass

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Il veleno di scorpione pare sia la panacea di tutti i mali in questo periodo, infatti, dopo la scoperta che l’Escozul, l’estratto del veleno dello scorpione azzurro, guarisca e curi i tumori, oggi è uscita la notizia che esiste un altro tipo di veleno in grado di garantire il successo negli interventi di bypass coronarico.
A rivelarlo è uno studio apparso sulla rivista medica Cardiovascular Research.
Il bypass aorto coronarico serve a migliorare il flusso sanguigno delle arterie quando queste sono ristrette a causa di aterosclerosi o di altre malattie cardiovascolari e si attua prelevando un tratto di vaso sanguigno sano da un’altra parte del corpo e con questo si crea una specie di ponte che permette il defluire del sangue.

Scoperto il meccanismo che attiva gli spermatozoi

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Ricercatori dell’Università della California a San Francisco hanno individuato il meccanismo grazie al quale lo spermatozoo inizia a nuotare quando si trova vicino all’uovo. Meccanismo che, una volta studiato fino in fondo potrebbe portare allo sviluppo di nuovi sistemi contraccettivi nell’uomo oppure, al contrario, migliorare la capacità fecondativa degli spermatozoi accentuandone la vitalità.

Gli spermatozoi al momento dell’eiaculazione non nuotano, e, disponendo di risorse limitate, attendono di utilizzarle quando sono in prossimità dell’uovo.
Gli scienziati sono a conoscenza da tempo che l’attività e la vivacità degli spermatozoi è determinata dal pH contenuto al suo interno, soluzione che può essere più o meno acida o alcalina, ma fino ad oggi non era chiaro quale fosse il meccanismo che altera il pH facendo si che lo spermatozoo potesse attivarsi.

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