Una relazione sociale significativa riduce la percezione del dolore

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Pensare ad una persona cara aiuta a ridurre il dolore fisico. A tale conclusione sono giunti i ricercatori dell’Università di Los Angeles in California, che hanno pubblicato i dati di una sperimentazione clinica in tal senso sulla rivista Psychological Science. La sperimentazione è stata realizzata per verificare l’importanza delle relazioni sociali e dell’emotività che produce una relazione sul nostro benessere fisico e psichico.
Lo studio ha coinvolto 25 giovani donne con una relazione stabile di almeno sei mesi con un compagno.

Figli su internet: quali le preoccupazioni dei genitori?

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Quattro genitori su cinque sostengono che i loro figli utilizzano Internet senza la supervisione di un adulto, e, nei due terzi dei casi, la loro preoccupazione maggiore al riguardo è l’esposizione dei figli a proposte sessuali, mentre altri tipi di “pericoli” della rete non sono presi in considerazione.
I risultati di uno studio sul rapporto tra genitori, figli ed Internet sono stati pubblicati appena qualche giorno fa su Children Health, e riportano i dati forniti da un ampio questionario, il Mott Children’s Hospital National Poll sottoposto a genitori statunitensi.

Dislessia

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La dislessia è un handicap nell’apprendimento del linguaggio. La denominazione del disturbo identifica un gruppo di sintomi presenti in persone che hanno difficoltà in specifiche competenze linguistiche, come per esempio nella lettura, nell’ortografia, nella scrittura o nella corretta pronuncia delle parole.

E’ un disturbo che affligge i pazienti per tutto il corso della vita, anche se il suo impatto varia a seconda dell’età e della condizione sociale. Chi è affetto da dislessia, soprattutto a scuola, avrà più difficoltà nella carriera scolastica, e, nelle forme più gravi, potrebbe necessitare di interventi educativi speciali ed individualizzati che comprendono strutture ricettive e clonazepam servizi di supporto ad hoc.

Fumare in gravidanza associato a disturbi comportamentali nel bambino

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Un recente studio di ricercatori americani e britannici ha rilevato una forte percentuale di bambini con problemi comportamentali tra le donne che fumano durante la gravidanza.
La ricerca, sviluppata tra diverse università britanniche e statunitensi e pubblicata sulla rivista Journal of Epidemiology and Community Health, è il frutto dell’esame di una grande mole di dati, un campione di 14.000 coppie di madri e bambini nati tra il 2000 ed il 2001 in Inghilterra.
Le madri fumatrici sono state raggruppate in due gruppi, classificate in fumatrici leggere o forti fumatrici a secondo del numero di sigarette fumate durante il giorno nel periodo della gravidanza.

Dipendenza da Internet

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Se l’uso di Internet è diventato ormai comune tra le nuove generazioni, in molti cominciano ad osservare con crescente preoccupazione l’insorgere di una forma di dipendenza da Internet che potrebbe su un medio lungo termine arrivare a definire un vero e proprio disturbo.
La maggior parte delle persone sono in grado di integrare il tempo trascorso on-line nella loro vita in maniera sana ed equilibrata, qualcuno è invece a rischio di sviluppare una forte dipendenza che spesso si manifesta con l’aumento eccessivo del tempo trascorso online e che va a sostituirsi o sovrapporsi agli impegni lavorativi e scolastici, ed alle relazioni con amici e famigliari.

Lo stress sul lavoro diminuisce dopo i 50 anni i età

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Secondo una recente ricerca lo stress sul luogo di lavoro si riduce mano a mano che si va avanti con l’età.
Lo hanno appurato alcuni ricercatori dell’Università di Nottingham, in Inghilterra, che hanno cercato di esplorare un campo fino ad oggi inesplorato, quello della valutazione dello stress causato dal lavoro nelle differenti fasce di età.

Parlando al cellulare non si registrano le immagini percepite

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Sicuramente c’è qualcuno che ritiene esagerata la proibizione di utilizzare il telefonino in automobile.
Eppure un recente studio condotto da ricercatori della Western Washington University, hanno appurato con un singolare esperimento che effettivamente coloro che utilizzano il cellulare sembrano avere una temporanea forma di “cecità mentale“, nel senso che sebbene i loro occhi registrino le immagini, queste poi non vengono assimilate ed immagazzinate dal cervello.

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