Speziare la carne inibisce la produzione di sostanze cancerogene

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I ricercatori della Kansas State University hanno recentemente osservato che alcune spezie, aggiunte alle carni prima di metterle sulla griglia sono efficaci non solo per arricchirne il gusto, ma anche per ridurre il rischio di tumori legati alla cottura della carne sul fuoco.
Tre spezie in particolare, lo zenzero cinese, il rosmarino e la curcuma sembrano essere quelle che meglio svolgono l’attività antiossidante che prevengono la formazione delle amine eterocicliche.

Yoga come terapia contro i disturbi del sonno

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Lo yoga può aiutare le persone che escono da una lunga esperienza di tumore, al quale sono sopravvissuti a dormire meglio. Due terzi dei pazienti che sopravvivono grazie alla chemioterapia o alla radioterapia al tumore spesso hanno dei problemi di sonno o riportano un persistente senso di fatica, anche se i medici non sanno esattamente il perchè. Tra le ipotesi più prese in considerazione il fatto che alcune sostanze utilizzate durante la chemio possono arrivare a danneggiare il muscolo cardiaco, con la conseguenza che questo può incorrere in disturbi come l’insufficienza cardiaca, anche anni dopo il termine delle cure.

Altri 5 geni legati ai tumori al seno

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Una ricerca di recente realizzata da scienziati dell’Università di Cambridge ha portato a 18 i geni che possono essere individuati come responsabili di una maggior predisposizione ai tumori al seno.
Oltre ai 13 precedenti geni identificati in precedenti studi, i ricercatori britannici hanno evidenziato, grazie ad uno studio realizzato sul genoma di un campione di 4000 pazienti, confrontate con altre 24 mila, che altri 5 geni possono essere indicati come responsabili di un più alto rischio di tumore.

Nessun legame tra caffè e bibite gassate e tumore al colon

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Chi ha la passione per le bibite gassate o il caffè potrà sentirsi rilassato scoprendo che secondo un recente studio realizzato alla Harward School of Medicine il consumo di caffè e bibite ricche di zuccheri non aumenta il rischio di tumore al colon.
Una ricerca resasi necessaria perchè in passato analoghi studi non erano stati in grado di dare una risposta alla questione. Quest’ultimo studio comparato su 13 studi condotti tra Nord America ed Europa, per un totale di 730 mila persone, delle quali 5600 affette da cancro al colon, ha quindi offerto una panoramica più ampia ed una serie di dati più certi in merito.

Broccoli per combattere il tumore al seno

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Mangiare broccoli potrebbe avere benefici nella lotta contro il cancro al seno.
Almeno nei topi, come ha di recente dimostrato uno studio di ricercatori del College of Pharmacy dell’Università del Michigan.
Un composto derivato da broccoli sembra essere in grado di uccidere le cellule staminali del cancro al seno, responsabili della crescita dei tumori. E’ tuttavia ancora prematuro valutare se tale scoperta possa essere anche valida sull’uomo.
Anche perchè la quantità di composto chimico testato è molto più elevato di quanto in realtà possa essere consumato in una normale dieta.

Una pillola per sopportare meglio la colonscopia

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Un motivo per cui molte persone temono la colonscopia deriva dalla lunga e fastidiosa preparazione all’esame, che spesso richiede che il paziente debba bere un ingente quantitativo di liquido che ha la funzione di pulire l’intestino prima di procedere con l’ispezione con la sonda.
Un recente studio di settore ha però sperimentato una pillola che potrebbe risolvere il disagio.
Sono i ricercatori dell’Henry Ford Hospital ad aver testato una particolare pillola, che attualmente viene utilizzata come cura per la stipsi cronica, permettendo così al paziente di assumere solo la metà del liquido previsto.

Nuovo metodo diagnostico per misurare i noduli del tumore ai polmoni

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I medici potrebbero essere presto in grado di diagnosticare i tumori ai polmoni in maniera più rapida ed efficace. E ciò grazie all’utilizzo di una tecnica di recente sperimentata presso il National Institute of Standards and Technologies, che permetterebbe di migliorare l’accuratezza dell’attuale tomografia computerizzata riducendo inoltre i tempi necessari per identificare eventuali cambiamenti nella forma del tumore presente nei tessuti polmonari.
Attualmente i radiologi determinano le dimensioni dei noduli potenzialmente cancerogeni misurando le loro dimensioni su un piano bidimensionale con un metodo denominato RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors).
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