Una sostanza simile al peperoncino provoca la sensazione di dolore nell’uomo

peperoncino

Ricercatori dell’Università del Texas sostengono che una sostanza simile alla capsaicina, quella che rende il peperoncino piccante, si trova nell’organismo umano nei luoghi dove si manifestano dolori.
Bloccare la produzione di questa sostanza, commentano i ricercatori che hanno pubblicato i dati della loro ricerca su Journal of Clinical Investigation, potrebbe essere di aiuto nell’alleviare alcuni tipi di dolori cronici.

Sostanze psichedeliche per trattare ansia e paure dei malati di tumori

psilocibina

Curare gli stati d’ansia e le paure causate da malattie gravi come i tumori con l’uso di psicoterapia ma anche di sostanze psichedeliche. E’ questo il progetto di un gruppo di ricercatori della New York University che in questi mesi hanno fatto le prime due sperimentazioni in merito.

Una ricerca che ha dei grossi limiti soprattutto dal punto di vista dell’accettazione da parte della comunità scientifica, delle istituzioni governative e persino dalle stesse case farmaceutiche (che sono restie a finanziare una ricerca su sostanze che poi non potranno produrre perchè proibite).

Lettini abbronzanti come forma di dipendenza?

letto abbronzante

Secondo una recente teoria la dipendenza non è solo limitata all’uso di sostanze stupefacenti, alcool, sesso o gioco d’azzardo. Atteggiamenti compulsivi che hanno i tratti della dipendenza possono anche essere riscontrati per altri comportamenti, ed ultimamente sono i lettini abbronzanti ad essere stati segnalati come potenziali forme di “dipendenza”. Restare chiusi nel bozzolo luminoso, nel silenzio più totale, guadagnando un’abbronzatura artificiale che renderà più attraente l’aspetto è un fenomeno che di recente alcuni studiosi identificano come un tipo di dipendenza, alla stregua dunque di altre più evidenti e conosciute.

Nuovi fattori di rischio per il tumore al colon

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I ricercatori continuano ad identificare nuovi fattori di rischio per il tumore al colon, ed in occasione del meeting annuale dell’Associazione americana per la Ricerca sul Cancro verranno posti all’attenzione della comunità scientifica internazionale.
Due sono i campi di studio su cui si è appuntata la ricerca, da una parte gli alti livelli di una proteina, C-reattiva, e l’altra la presenza nell’apparato intestinale di un batterio, helicobacter pylori.

Multivitaminici e calcio per diminuire il rischio di tumori al seno?

calcio

Compresse di multivitaminici e integratori di calcio potrebbero svolgere un’azione preventiva contro il tumore al seno.
E’ quanto afferma un’equipe di studiosi della Ponce School of Medicine di Portorico, che prossimamente presenterà lo studio durante la riunione attuale dell’American Association for Cancere Research.
I reicercatori hanno valutato i presunti effetti di prevenzione di alcuni prodotti multivitaminici presenti sul mercato su 268 donne affette da tumore al seno e su 457 donne sane.

Fisico più magro predittore di un rischio maggiore di tumore al seno?

fisico

Le donne che da giovani hanno avuto un fisico più sottile, secondo un recente studio pubblicato sulla rivista medica Breast Cancer Research, risultano avere un rischio di tumore al seno più elevato.
L’osservazione deriva dalla scoperta di un possibile legame esistente tra l’aspetto fisico delle donne da giovani, (all’età di 7 anni), e l’incidenza dei tumori al seno, verificato su un gruppo di 2800 pazienti svedesi affette da carcinoma mammario e 3100 altre donne, sane, coinvolte come gruppo di controllo.

Un farmaco per prevenire i tumori alla prostata

prostata

Un farmaco già utilizzato per combattere il tumore alla prostata è risultato ampiamente valido anche nella prevenzione del male.
Lo rivela un ampio studio, commissionato dalla GlaxoSmithKline , l’azienda produttrice del farmaco, il dutasteride.
I ricercatori hanno pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine i risultati della ricerca compiuta su un campione di più di 6500 uomini di età compresa tra i 50 ed i 75 anni di età ad alto rischio di tumore alla prostata per gli alti livelli di PSA trovati nel sangue ma ancora senza un tumore conclamato.
Ad una parte dei partecipanti è stato somministrato una dose giornaliera di farmaco, mentre ad un altro gruppo è stata somministrata una pillola innocua.
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