Vitamina D riduce il rischio di tumore al colon

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Elevati livelli di vitamina D nel sangue sembrano essere legati a un minor rischio di tumore al colon-retto. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su BMJ, anche se per ora non si sa ancora chiaramente se assumendo in maniera elevata la vitamina si può scongiurare il rischio di contrarre il male.

Malgrado ciò i risultati sono sicuramente interessanti, visto che i ricercatori hanno evidenziato come le persone con alti livelli di vitamina D nel sangue avevano un rischio di tumore al colon ridotto di circa il 40%.

Tecniche combinate per diagnosticare il tumore alle ovaie

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La possibilità di individuare precocemente il tumore alle ovaie può essere migliorata usando l’ecografia con mezzo di contrasto associata con l’analisi proteomica dei campioni di sangue.
E’ quanto afferma un nuovo studio, che sarà prossimamente pubblicato su Journal of Roentgenology.
La proteomica consiste nello studio delle proteine, in riferimento alla loro struttura e funzione.
Grazie a questo particolare metodo di studio nel corso degli ultimi anni sono state identificate centinaia di proteine che possono essere utilizzate come biomarcatori per il tumore alle ovaie.

Esame del sangue per diagnosticare il tumore al colon

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Al recente Gastrointestinal Cancers Symposium in Orlando, Florida, un gruppo di ricercatori israeliani ha presentato il primo test del sangue in grado di predire con una sicurezza superiore ad altri test sperimentati in passato, lo sviluppo del tumore al colon-retto. Un aiuto di notevole importanza soprattutto per quei pazienti che fanno difficoltà a sottoporsi al tradizionale esame della colonoscopia.
L’esame prevede la possibilità di identificare la presenza di una particolare proteina, denominata CD24, uno dei primi segnali della presenza di cellule tumorali ed uno dei maggiori responsabili dello sviluppo del tumore e della diffusione delle cellule cancerogene.

Nuovi fattori di rischio per la leucemia

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I ricercatori hanno scoperto quattro nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di contrarre una delle principali forme di leucemia, una conferma ulteriore di come i fattori di rischio per uno dei più temuti tumori del sangue possano essere ereditari.
Grazie ai risultati della recente ricerca di scienziati dell’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cancro oggi sappiamo che sono ben 10 le varianti genetiche che possono essere associate all’insorgere della leucemia linfocitica cronica, il tipo più comune di leucemia negli adulti che rappresenta circa il 30 al 40 per cento di tutte le forme di leucemia nei paesi occidentali.

Nel melograno una cura per il tumore al seno

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Il succo di melograno potrebbe essere un trattamento efficace per prevenire e combattere il tumore al seno.
Lo ha dimostrato un nuovo studio di laboratorio che ha rilevato come il succo di melograno, ricco di antiossidanti naturali, contiene acido ellagico di cui è nota la capacità di rallentare, prevenire e addirittura impedire la crescita delle cellule tumorali.
Più del 75 per cento dei casi di cancro al seno sono provocati dagli estrogeni, ed attualmente sono nel mondo circa 400.000 le donne vittime del cancro al seno.

Sexercise, l’attività sessuale come fattore di prevenzione

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Secondo un recente articolo comparso sul sito web NHS Direct, un organismo di informazione alla salute britannico, un’intensa attività sessuale può ridurre il rischio di attacchi di cuore e aiuta le persone a vivere più a lungo: le endorfine rilasciate durante l’orgasmo stimolano le cellule del sistema immunitario, il che può essere di grande aiuto sia nel prevenire malattie terribili come i tumori, sia nell’avere effetti benefici su problemi meno gravi come l’insorgere delle rughe.

Secondo un’esperta di salute sessuale, Melissa Sayer, intervistata dal quotidiano britannico Guardian, se da un lato è utile che venga promosso il benessere sessuale, non è però ancora così scientificamente provato che un intensa attività sessuale sviluppi effetti benefici su tumori o malattie cardiache.

Nuove ricerche su un farmaco anti cancro

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Gli scienziati hanno scoperto come funziona un farmaco, ricavato da alcuni funghi parassiti, e che in passato si è rivelato essere efficace nella cura dei tumori.
Pubblicata su Journal of Biological Chemistry, la scoperta viene dai ricercatori dell’Università di Nottingham, che sono convinti che questa ricerca permetterà in futuro di rendere farmaci analoghi a questo ancora più efficaci ed utili.

La cordicepina, questo il nome della sostanza, conosciuta già nell’antica medicina cinese, originariamente veniva ricavato da una rara specie di fungo parassita che vive sui bruchi.

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