La demenza, nelle sue varie forme, è una malattia cronica e degenerativa che va via via peggiorando. Nelle persone che ne sono affette si perde (ad esempio in caso di Alzheimer) la capacità di svolgere normali azioni quotidiane. E’ importante aiutarle e rassicurarle, cercando di fargli mantenere più a lungo possibile indipendenza. Ecco alcuni consigli pratici:
demenza senile
Vino rosso e noci per migliorare e preservare la memoria

Siamo sicuro che tutti, nel caso in cui venisse scoperto un regime alimentare utile a migliorare nonché preservare la memoria dalla fisiologica degenerazione dovuta all’avanzare dell’età piuttosto che dalla patologica decadenza dovuta alle malattie tipicamente senili quali l’Alzheimer ed il Parkinson, lo applicherebbero seduta stante, così da evitarsi qualsiasi disagio in futuro.
Digiunare per proteggere il cervello

Nel corso dell’annuale meeting dell’AAAS (American Association for the Advancement Sciences o, in italiano, Associazione Americana per l’Avanzamento delle Scienze), in corso di svolgimento a Vancouver, ridente cittadina della provincia canadese della Columbia Britannica, sarebbe stato rivelato il segreto per una migliore sopravvivenza nel caso in sia sia sofferenti di una qualsiasi malattia degenerativa del sistema nervoso centrale piuttosto che di una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile quale il Morbo di Alzheimer o la Malattia di Parkinson.
Cos’è la demenza

Ci siamo occupati, in questi giorni, di alcune malattie davvero molto gravi. In particolare, come potrete scoprire navigando su Stetoscopio, della Malattia di Creutzfeldt-Jakob un disturbo neurodegenerativo progressivo e fatale (giacché causata dai prioni, proteine danneggiate e dannose che non si è ancora riusciti a capire come distruggere) che prevede la demenza quale sintomo più eclatante.
CHE COS’È LA DEMENZA
Perchè le donne sono più longeve degli uomini?

In media le donne hanno un’aspettativa di vita superiore all’uomo, vivendo in media cinque o sei anni in più.
Per ogni sei donne sopra gli 85 anni ci sono quattro uomini della stessa età e, nel caso degli ultracentenari, la proporzione è di due a uno a favore delle femmine.
La scienza, per spiegare questo fatto, ha proposto negli anni diverse ipotesi per una plausibile spiegazione e l’ultima apparsa sulla rivista Scientific American è quella più accredidata.
Un’idea comune ad esempio, è che gli uomini hanno una vita più breve perchè conducono una vita più stressante, ma in realtà oggi è stata confutata in quanto il lavoro maschile ormai è uguale a quello femmminile, col fatto però, che le donne oltre al lavoro in ufficio hanno anche l’accudimento della casa e dei figli.
Quindi questo fa facilmente dedurre che le donne risultano essere molto più stressate degli uomini.
Per ogni sei donne sopra gli 85 anni ci sono quattro uomini della stessa età e, nel caso degli ultracentenari, la proporzione è di due a uno a favore delle femmine.
La scienza, per spiegare questo fatto, ha proposto negli anni diverse ipotesi per una plausibile spiegazione e l’ultima apparsa sulla rivista Scientific American è quella più accredidata.
Un’idea comune ad esempio, è che gli uomini hanno una vita più breve perchè conducono una vita più stressante, ma in realtà oggi è stata confutata in quanto il lavoro maschile ormai è uguale a quello femmminile, col fatto però, che le donne oltre al lavoro in ufficio hanno anche l’accudimento della casa e dei figli.
Quindi questo fa facilmente dedurre che le donne risultano essere molto più stressate degli uomini.
In che modo lo stile di vita influisce sulla demenza senile?

Secondo una nuova ricerca è possibile ridurre l’incidenza della demenza senile intervenendo sui tassi di diabete e depressione, migliorando il grado di istruzione e cambiando abitudini alimentari favorendo l’apporto di frutta e verdura.
Se la causa esatta per cui insorge la demenza è a tutt’oggi sconosciuta, sono tanti i fattori di rischio individuati, modificando i quali si riducono le probabilità di diventare affetti da questa condizione.
Tra questi si contano precedenti di depressione, il tipo di dieta, il consumo di alcolici ed alcuni disturbi vascolari come le malattie cardiache e gli ictus, la pressione alta, l’obesità, il diabete ed il colesterolo elevato nel sangue.
Se la causa esatta per cui insorge la demenza è a tutt’oggi sconosciuta, sono tanti i fattori di rischio individuati, modificando i quali si riducono le probabilità di diventare affetti da questa condizione.
Tra questi si contano precedenti di depressione, il tipo di dieta, il consumo di alcolici ed alcuni disturbi vascolari come le malattie cardiache e gli ictus, la pressione alta, l’obesità, il diabete ed il colesterolo elevato nel sangue.
Una testa più grande preserva dal morbo di Alzheimer

Una scatola cranica grande sembra proteggere meglio dai rischi della demenza senile e da malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.
Lo hanno verificato in uno studio di recente pubblicato su Neurology un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Università di Monaco.
Gli scienziati hanno reclutato 270 pazienti provenienti da diversi paesi, Stati Uniti, Canada, Grecia e Germania, ed hanno operato su questi una serie di rilevamenti che comprendevano la valutazione della funzionalità della memoria, la scansione del cervello, test cognitivi ed anche la misurazione della scatola cranica.
Lo hanno verificato in uno studio di recente pubblicato su Neurology un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Università di Monaco.
Gli scienziati hanno reclutato 270 pazienti provenienti da diversi paesi, Stati Uniti, Canada, Grecia e Germania, ed hanno operato su questi una serie di rilevamenti che comprendevano la valutazione della funzionalità della memoria, la scansione del cervello, test cognitivi ed anche la misurazione della scatola cranica.