Strategie di lotta alla febbre dengue

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Una nuova forma di lotta alla febbre dengue sta per essere messa in campo, grazie ad un progetto realizzato da un equipe di esperti e studiosi dell’Università di Oxford che hanno pubblicato il loro studio su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il meccanismo dovrebbe essere alquanto semplice nella sua realizzazione: creare una generazione di maschi della zanzara il cui morso provoca la febbre dengue geneticamente modificati, in modo che il loro accoppiamento con la femmina della specie provochi la nascita di una generazione di femmine incapaci di volare perchè la mutazione genetica impedisce lo sviluppo dell’apparato alare.

Legame tra povertà e tumori al seno

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Le donne che vivono in situazione di povertà hanno un maggior rischio di contrarre un tumore al seno, e la spiegazione di ciò potrebbe derivare da cause genetiche.
Lo rivela un recente studio di ricercatori statunitensi dell’Università di Dundee, che hanno concluso da poco tempo una sperimentazione compiuta su campioni di tessuto tumorale di 246 donne.

I campioni congelati provenivano da donne sottoposte a trattamenti contro il tumore al seno tra il 1997 ed il 2001.
I ricercatori hanno in particolare puntato l’attenzione sullo “stato di salute” di un particolare gene, denominato p53.

Una causa genetica per la balbuzie?

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Una ricerca recente rivela che alla base della balbuzie potrebbe esserci un difetto genetico.
Lo studio, che compare recentemente sulla rivista New England Journal of Medicine è stato realizzato da un’equipe di ricercatori del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders statunitense, che ha esaminato un vasto gruppo di pazienti provenienti da diversi paesi, tra i quali Pakistan, Stati Uniti ed Inghilterra.

Tra questi i ricercatori hanno scoperto che uno su dieci presentava appunto una mutazione genetica in tre diversi geni.
Due di questi, denominati GNPTAB e GNPTG sono già comparsi nella ricerca medica perchè ritenuti collegabili a due gravi malattie metaboliche.

Scoperto gene che rivela l’invecchiamento precoce

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Varianti genetiche che potrebbero indicare la velocità di invecchiamento dell’organismo ed aiutare ad identificare le persone maggiormente a rischio di malattie legate all’invecchiamento.
Sono questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori anglosassoni dell’Università di Leicester e del Kings College di Londra, che sostengono che le persone che presentano queste varianti genetiche rivelano una differenza significativa nel come funziona l’orologio biologico delle cellule.
La ricerca è stata stimolata dal fatto che, se con l’avanzare dell’età aumentano i rischi di demenza senile e malattie come morbo di Parkinson o disturbi cardiaci, per alcune persone ciò accade prima del previsto.

Legame tra piombo e ADHD

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Il piombo può giocare un ruolo nello sviluppo della sindrome di deficit da iperattività e mancanza di attenzione.
I medici sono convinti che i fattori genetici giochino un ruolo in almeno il 70-% dei casi di ADHD, Manca quindi un 30% per il quale potrebbero invece entrare in gioco, secondo il parere dell’American Association of Psychological Science, fattori ambientali.
Il piombo tra questi, una neurotossina presente in tracce nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua potabile, nelle vernici dei giocattoli ed anche in qualche alimento. Secondo la stessa associazione quasi tutti i bambini negli Stati Uniti hanno alti livelli di piombo nel corpo.

Nuovi fattori di rischio per la leucemia

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I ricercatori hanno scoperto quattro nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di contrarre una delle principali forme di leucemia, una conferma ulteriore di come i fattori di rischio per uno dei più temuti tumori del sangue possano essere ereditari.
Grazie ai risultati della recente ricerca di scienziati dell’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cancro oggi sappiamo che sono ben 10 le varianti genetiche che possono essere associate all’insorgere della leucemia linfocitica cronica, il tipo più comune di leucemia negli adulti che rappresenta circa il 30 al 40 per cento di tutte le forme di leucemia nei paesi occidentali.

Scoperto un nuovo fattore scatenante della dipendenza da cocaina

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Nel cervello è stato identificato un meccanismo chiave che spiegherebbe i motivi per cui gli utilizzatori di cocaina ne diventano dipendenti. Gli scienziati del National Institute on Drug Abuse (NIDA), alle dirette dipendenze del governo degli Stati Uniti, hanno scoperto tale meccanismo in esperimenti realizzati su topi da laboratorio, e ciò potrebbe portare, in un futuro, allo studio di nuovi trattamenti nella cura della tossicodipendenza.
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