Trigliceridi

hamburger1

I trigliceridi sono la forma chimica dei grassi presenti nel corpo e negli alimenti.
Sono presenti anche nel sangue, e, in associazione con i livelli di colesterolo formano quelli che vengono definiti lipidi plasmatici.
I trigliceridi nel plasma si formano sia con la specifica dieta seguita sia come elaborazione dei carboidrati. Le calorie assimilate durante un pasto, e non utilizzate direttamente dai tessuti vengono infatti trasformate in trigliceridi e immagazzinati nelle cellule adipose dell’organismo.
Saranno gli ormoni a regolare e determinare come l’organismo in seguito utilizzerà il tessuto adiposo come fonte di energia per il corpo.

Mangiare peperoncino per bruciare calorie e grassi

peperoncino1

Bruciare calorie seduti comodamente a tavola? Secondo gli scienziati del Center For Human Condition dell’Università di California a Los Angeles si può, basta mangiare peperoncino.
E’ quanto i ricercatori hanno affermato durante il convegno nazionale Experimental Biology 2010 che si tiene in questi giorni negli Stati Uniti.
Già in passato alcuni esperti avevano avanzato l’ipotesi che le sostanze piccanti contenute nel peperoncino non solo bruciano la lingua ma aumentano anche di qualche punto la temperatura corporea.

Apporto di grassi al mattino meno nocivo che alla sera

bacon

La tradizionale colazione continentale, notoriamente ricca di grassi, con pancetta, uova e toast potrebbe non essere così dannosa per l’organismo come si è fino ad oggi creduto. Almeno da quanto traspare da un nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Università dell’Alabama che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista International Journal of Obesity.
Un apporto di grassi all’inizio di giornata sarebbe dunque non nocivo e potrebbe prevenire la sindrome metabolica ovvero quella serie di fattori di rischio che occorrono insieme e che possono aumentare la possibilità di sviluppare malattie coronariche, diabete ed ictus.

Un test del DNA per scoprire la propria dieta ideale

dna test

Un semplice test del DNA potrebbe essere di aiuto a stabilire quale dieta risulta essere più efficace per ogni individuo, anticipando in questo modo la valutazione di quanti chili si potranno perdere seguendola.
E’ il risultato di uno studio preliminare, compiuto su 101 donne statunitensi bianche da parte di un equipe di ricercatori dell’Università di Stanford negli Stati Uniti.
Per ognuna delle donne è stato raccolto un campione di DNA, dal cui codice genetico i ricercatori hanno isolato, tra centinaia, alcuni geni che possono avere un influenza decisiva nella metabolizzazione di grassi e carboidrati.
Le donne coinvolte nell’esperimento sono state divise in tre gruppi, ognuno scelto in base alla presenza di uno di questi geni prescelti, e per ognuna di esse è stata quindi proposta una dieta in relazione o in contrasto con il patrimonio genetico evidenziato.

Aterosclerosi malattia antica come l’uomo

mummia

L’aterosclerosi non è certamente un male moderno, sebbene negli ultimi decenni l’incidenza di questo ha contribuito a far diventare alcuni disturbi, come le malattie coronariche e cardiovascolari, come uno delle principali cause di morte nell’occidente industrializzato. Persino nell’antico Egitto, come riporta la prestigiosa rivista britannica The Lancet, alcune classi sociali, in particolare i sacerdoti, erano affetti dall’irrigidimento delle arterie a causa della dieta che seguivano.

Una recente ricerca ha valutato, grazie alla decifrazione di iscrizioni ritrovate nei templi egiziani, risalenti a migliaia di anni fa, quale fosse la dieta di questa particolare casta sociale ed in che relazione essa fosse con lo stato di salute dei sacerdoti, rilevato attraverso lo studio di alcune mummie conservatesi fino ad oggi con l’uso di scansioni ai raggi X e l’esame di alcuni pezzi di tessuto reidratato su oltre 60 mummie.

Aterosclerosi e dieta

dieta

Sulla rivista Circulation compare recentemente uno studio svolto su 140 volontari che afferma, ancora una volta, l’importanza della dieta nel combattere disturbi come l’aterosclerosi.
In passato si riteneva che l’accumulo dei grassi nelle arterie, un fenomeno pericoloso perchè fattore di rischio di attacchi cardiaci ed ictus, fosse un fenomeno irreversibile. Da quando alcuni farmaci hanno dimostrato la loro capacità di ridurre l’accumulo di grassi nel sistema arterioso ecco che ulteriori ricerche e studi si sono orientati a scoprire quali altri meccanismi, compreso lo stile di vita e le diete, avessero le capacità di contenere e persino ridurre un fenomeno effettivamente pericoloso e rischioso per la salute, soprattutto raggiunta una certa età.

Una causa genetica per la balbuzie?

dialogo

Una ricerca recente rivela che alla base della balbuzie potrebbe esserci un difetto genetico.
Lo studio, che compare recentemente sulla rivista New England Journal of Medicine è stato realizzato da un’equipe di ricercatori del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders statunitense, che ha esaminato un vasto gruppo di pazienti provenienti da diversi paesi, tra i quali Pakistan, Stati Uniti ed Inghilterra.

Tra questi i ricercatori hanno scoperto che uno su dieci presentava appunto una mutazione genetica in tre diversi geni.
Due di questi, denominati GNPTAB e GNPTG sono già comparsi nella ricerca medica perchè ritenuti collegabili a due gravi malattie metaboliche.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.