Il cibo spazzatura infiamma e danneggia i tessuti

Il cibo spazzatura infiamma e danneggia i tessuti

Il cibo spazzatura infiamma e danneggia i tessuti

La peggiore delle diete, stando a quanto avrebbero avuto recentemente modo di appurare i ricercatori della prestigiosa Duke University degli Stati Uniti d’America, potrebbe essere non già quella ipercalorica e ad alto, se non altissimo, contenuto di grassi, bensì quella basata sugli alimenti cosiddetti spazzatura che, per esempio, si potrebbero copiosamente trovare nei fast food di mezzo mondo.

Olio di cartamo e le sue proprietà benefiche

carthamus tinctorius 1

Un recente studio ha dimostrato che l’olio di cartamo contiene delle proprietà che aiutano a proteggere il cuore.
Il cartamo è una pianta simile per conformazione allo zafferano e l’olio da cui si ricava aiuterebbe a tenere sotto controllo alcuni disturbi cardiovascolari.
L’olio infatti sembra che influenzerebbe positivamente i livelli di colesterolo buono (HDL), la sensibilità all’insulina e la glicemia e nelle donne con problemi di obesità aiuterebbe a combattere l’infiammazione provocata dal diabete di tipo due.

Girovita influisce sulla funzionalità dei vasi sanguigni

girovita

Un girovita abbondante sembra giocare un ruolo nell’ostacolare la funzione di alcune cellule che rivestono i vasi sanguigni, aumentando di conseguenza il rischio di pressione alta ed altri problemi di circolazione.
Queste cellule, denominate cellule endoteliali, sono vitali per il corretto funzionamento dei vasi sanguigni perchè controllano la capacità di queste di dilatarsi o contrarsi, regolando in questo modo il flusso sanguigno.
Danni all’endotelio possono provocare il malfunzionamento delle dilatazioni e delle contrazioni delle arterie, provocando condizioni come la pressione alta ed anche alcuni problemi al sangue.

“Grasso” o “obeso”: come appellare le persone sovrappeso?

cibo

“Grasso” o “Obeso”? Come è più corretto appellare le persone sovrappeso? Un dibattito attuale che di recente ha visto entrare in gioco persino il ministero della salute britannico che ha di recente indicato come medici e professionisti della salute dovrebbero utilizzare il termine “grasso” invece di “obeso”.
Il primo sarebbe più valido per motivare le persone a perdere peso, secondo quanto riportato di recente dal ministro britannico, Anne Milton, durante un intervento sulla BBC.

Mamme che allattano e girovita

allattamento

I vantaggi dell’allattamento al seno per i neonati sono tanti e ben conosciuti, ed attualmente cominciano a crescere studi e ricerche che indicano come l’allattamento al seno è altrettanto utile per le mamme.
Secondo il Department of Health and Human Services statunitense l’allattamento al seno apporta una serie di effetti benefici per i neonati, tra i quali la diminuzione del rischio di infezioni dell’orecchio, dell’asma, di problemi di stomaco, di malattie respiratorie ed allergie della pelle, di diabete e persino della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS).
Nelle madri, la ricerca ha dimostrato che l’allattamento al seno riduce nella madre il rischio di diabete di tipo 2, di cancro al seno e ovaie e di depressione post-partum.

Maniglie dell’amore segnale pericoloso di patologie

pancia

Essere di peso normale sia in proporzione all’altezza che all’età può sembrare un segnale di miglior salute, eppure una recente ricerca effettuata presso la Mayo Clinic ha verificato che ciò non evita i problemi e le patologie, specialmente legati alle malattie cardiovascolari. Insomma, anche se ci sembra di essere nella norma, quelle fasce di grasso presenti tra i muscoli, ed in particolare nella zona addominale (le “maniglie dell’amore” come vengono spesso chiamate) sono altrettanto pericolose e possono creare problemi di salute al pari di quanto accade nelle persone obese o in sovrappeso.
Queste riserve di grasso infatti vengono metabolizzate dal fegato, e vengono convertite in colesterolo nel sangue, responsabile, come noto, di diverse patologie, dalla pressione alta alle malattie cardiache, dall’ictus al diabete.

Un ormone dell’appetito riduce il rischio di Alzheimer

hamburger

Alti livelli di un ormone che ha un ruolo importante nello stimolare l’appetito sembrano essere strettamente legati a minori rischi di malattie degenerative come l’Alzhimer.
Uno studio corposo, quello di un gruppo di ricercatori statunitensi, durato 12 anni, del Boston University Medical Center, che ha coinvolto circa 200 volontari, nell’intento di verificare se la presenza dell’ormone leptina e lo sviluppo del Morbo di Alzheimer ci fosse un associazione evidente.
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