Il canto per recuperare la comunicazione nelle persone colpite da ictus

musica

Insegnare a cantare ai pazienti colpiti da ictus può permettere loro di recuperare le funzioni del linguaggio e della parola se queste sono state danneggiate.
Lo hanno confermato i neurologi in forza presso il Beth Israel Deaconess Medical Center e la Harvard Medical School di Boston, che hanno presentato i dati del loro studio in occasione della riunione annuale della American Association for the Advancement of Science (AAAS), tenutasi a San Diego.

Un mini microscopio per studiare le cellule cerebrali

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Una delle domande finora rimaste senza risposta per gli scienziati è il modo in cui lavora il cervello quando ci spostiamo liberamente nello spazio, quali sono le cellule che vengono azionate ed in che modo esse si associano ed organizzano le informazioni che renderanno in futuro più facile per noi orientarci nello stesso ambiente di cui abbiamo memorizzato le caratteristiche attraverso gli imput sensoriali che al nostro cervello giungono da occhi, orecchie, olfatto, tatto e senso dell’equilibrio.
Fino ad oggi tale studio era stato reso possibile applicando sperimentalmente elettrodi sul capo del soggetto osservato, fosse esso uomo o animale che però era obbligato a restare immobile.

Esercizi complessi come la giocoleria contribuiscono allo sviluppo del cervello

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Secondo un gruppo di scienziati dell’Università di Oxford alcuni esercizi complessi come per esempio la giocoleria, possono produrre cambiamenti significativi nella struttura cerebrale.
E’ quanto affermano in uno studio pubblicato su Nature Neuroscience.
Per dimostrarlo i ricercatori hanno coinvolto 24 giovani adulti sani, nessuno dei quali aveva in precedenza si era cimentato in esercizi di giocoleria. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali è stato sottoposto ad una serie di sedute settimanali di giocoleria, ed a cui è stato anche chiesto di esercitarsi almeno mezz’ora al giorno.

Scoperto un target terapeutico del morbo di Parkinson

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I ricercatori della University of Medicine and Dentistry del New Jersey hanno scoperto un target terapeutico che quando manipolato può contribuire a limitare o ad arrestare la progressione del Morbo di Parkinson, una delle più diffuse e gravi tra le malattie neurodegenerative.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
I ricercatori hanno puntato la loro attenzione su una piccola molecola di RNA, la microRNA-7, che si trova nei neuroni.

Morbo di Alzheimer, migliorato il quiz sulla memoria

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Uno dei modi finora adottati per diagnosticare il Morbo di Alzheimer finora è stata quella di sottoporre ad un quiz i pazienti. Tale quiz serve a verificare lo stato della propria memoria, e finora veniva usata una versione standard di questo che, però, sollevava importanti critiche, tra le quali il fatto di essere troppo facile e di non riuscire ad evidenziare in maniera precisa coloro che fossero in una fase precoce della malattia.
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