Chi sembra più giovane vive più a lungo

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Le persone che sembrano più giovani della loro età tendono a vivere più a lungo di quelle che invece appaiono più vecchie rispetto alla loro età. Lo afferma una ricerca di scienziati danesi, della University of Southern Denmark che hanno studiato un campione di 1826 gemelli danesi di età dai 70 in su, sottoposti ad una serie di esami sulla condizione fisica e su quella cognitiva. Oltre a questi esami i pazienti sono stati fotografati.

In seguito i ricercatori hanno coinvolto nella ricerca tre differenti gruppi di volontari, che, esaminando le foto, indicavano quella che, secondo la loro percezione, era l’età della persona ritratta. I gemelli sono stati valutati dai volontari in giorni diversi ed individualmente.

Il cane aiuta l’anziano a mantenersi in forma

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Il cane è il miglior amico dell’uomo, un detto risaputo, ma che acquista una conferma ulteriore alla luce di un recente studio condotto da ricercatori del Research Center for Human-Animal Interaction dell’Università del Missouri, presentato alla conferenza annuale della Società Internazionale di Antrozoologia (ISAZ, costituita nel 1991 come organizzazione no-profit di supporto per lo studio scientifico dell’interazione uomo-animale).
Secondo i ricercatori infatti gli anziani beneficiano maggiormente della compagnia di un cane per mantenersi in forma, rispetto ad amici o al coniuge.

Lavorare dopo l’età pensionabile è salutare

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Un recente studio statunitense ha rilevato che i lavoratori che vanno in pensione risultano essere maggiormente sani sia fisicamente che mentalmente se continuano a svolgere un’attività lavorativa.
Utilizzando dati forniti da una corposa inchiesta sulla salute in età pensionabile, la National Health and Retirement Study, i ricercatori hanno analizzato status occupazionale, salute e situazione finanziaria di otre 12.000 uomini e donne di età compresa tra 51 e 61 anni nell’arco di 6 anni complessivi.

Spazi verdi e benefici per la salute: nuovo studio

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Vivere accanto ad ampi spazi verdi ha effetti benefici per la salute. Sembra un fatto scontato, ma la recente ricerca pubblicata su Journal of Epidemiology and Community Health ha verificato tale affermazione attraverso un accurato studio scientifico, che ha rilevato come ciò sia particolarmente vero per quanto riguarda l’incidenza di malattie mentali.
Lo studio riporta i dati raccolti da ricercatori del VU University Medical Center di Amsterdam, che ha analizzato un campione di 350.000 persone grazie ai dati forniti da 195 medici di famiglia.

Lo yoga aiuta a migliorare le abitudini alimentari

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Praticare regolarmente lo yoga può contribuire ad un maggior controllo delle abitudini alimentari e quindi ad un approccio più salutare alla vita.
I risultati della ricerca condotta da ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, pubblicati sul Journal of the American Dietetic Association illustrano i dati di un’indagine condotta su più di 300 persone che frequentano nell’area di Seattle i centri ginnici, di yoga, e di fitness.

La marijuana attenua i danni al cervello provocati dall’alcool

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La marijuana offre una protezione al cervello contro i danni cerebrali provocati dall’assunzione massiccia di alcool.
Un equipe di ricercatori dell’Università di San Diego, in California, che ha pubblicato lo studio sulla rivista scientifica Neurotoxicology and Teratology riporta i dati di una ricerca condotta attraverso l’uso di sofisticate scansioni della materia cerebrale su un campione di giovani.
Questi sono stati suddivisi in tre gruppi: un gruppo di consumatori di marijuana e forti bevitori, un gruppo di forti bevitori ma non usi al consumo di marijuana ed un gruppo di controllo che non aveva nessuna esperienza né nell’uso della sostanza stupefacente né dell’alcool.

Dormire solo sei ore ed essere in forma? Un gene lo permette

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Una buona ed una cattiva notizia per coloro che si vantano di essere sufficientemente in forma pur dormendo solo 6 ore al giorno.
La notizia buona proviene dall’Università della California a San Francisco dove un gruppo di ricercatori è riuscito ad individuare una mutazione genetica che effettivamente permette a chi la possiede di necessitare solo di sei ore di sonno. Lo studio è nato casualmente osservando, durante uno studio sui ritmi circadiani, l’orologio biologico che regola nell’uomo e negli animali il sonno e la veglia, una coppia di donne, madre e figlia, che manifestavano appunto la capacità di avere una vita sana ed attiva pur dormendo non più di 6 ore al giorno.
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